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La nanotecnologia applicata all’edilizia: come valorizzare i beni storici e culturali?

Categoria: Conferenze

di: WOODLAB Staff

Di questo approfondimento si parlerà Mercoledì 07 Marzo, dalle 14.30, presso il Palazzo della Luce a Torino, in occasione dell’evento “Legno e nanotecnologia, un solo passo verso la valorizzazione dei beni storici e culturali.” 

Si apre la strada verso il campo delle ristrutturazioni edili e il restauro dei beni architettonici e culturali grazie alla nanotecnologia, con l’obiettivo di rendere più resistenti e performanti i materiali edili. 



Relativamente al legno, la possibilità di aumentare la resistenza all’umidità e la capacità di respingere gli agenti contaminanti esterni come sporco, oli, grasso e polvere, senza modificarne struttura e consistenza, rende le nanotecnologie un’applicazione interessante. 

L’evento del 07 Marzo ha ottenuto il patrocinio dell’Unesco e del Ministero dei Beni Culturali ed è stato organizzato dall’azienda 4wartNanotech, che ha sviluppato una gamma di prodotti ecologici ed atossici per uomo ed ambiente, in grado di trattare in maniera idrorepellente superfici come vetro, legno, plastica e molto altro. 

Si tratta di un primo intervento che vedrà la partecipazione di docenti universitari ed esperti sul tema, tra cui anche l’ing. Alex Merotto, che, nel suo intervento, affronterà il tema della durabilità delle strutture in legno, con la prospettiva di divulgare la conoscenza e le occasioni di sviluppo delle nanotecnologie in edilizia. 

Andando più nell’approfondimento, il processo di applicazione dei prodotti nanotecnologici, avviene generalmente in due fasi sul materiale trattato: viene prima applicato un prodotto preparatore specifico per la ricezione delle nanomolecole. 

Successivamente, viene applicata la nanotecnologia con diverse modalità, a seconda delle caratteristiche prestazioni richieste. 

  

I trattamenti sono finalizzati a preservare le superfici, aumentandone le caratteristiche idrorepellenti, oleorepellenti, antigraffio, antigelo, pro o anti raggi UV. 

Per maggiori approfondimenti sul Convegno, vi invitiamo a contattare direttamente l´azienda 4wartNanotech, inviando un´email a eventi@4ward360.com per richiedere i moduli di partecipazione.

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In omaggio un PDF dedicato alla Resistenza al fuoco degli edifici in legno, a cura dell´Ing. Alex Merotto.
COMMENTI
  • RISPONDI15/05/2018 12:38Alberto (ospite)
    Buongiorno Alex, trovo molto interessante l´applicazione delle nanotecnologie sulle strutture in legno. In particolare mi vengono in mente quelle zone dove, gioco forza, sia praticamente impossibile andare ad ispezionare. Ad esempio attacco a terra di pareti in CLT. Ma avrei un paio di dubbi. In primo luogo circa la durata dell´intervento. Esiste qualche prodotto che garantisca durate superiori a 10 anni (tenendo conto che si tratta comunque di zone che, se ben progettate, non dovrebbero essere particolarmente esposte)? L´altro dubbio riguarda l´apertura di fessure nel legno. Nel caso si formino cretti da ritiro (e questi si formano sempre, anche se magari di modesta entità a megno di impiegare legno massiccio) il trattamento è efficace anche in queste zone o le fessure rimangono comunque non protette e dunque attaccabili da umidità, funghi ed insetti?
    • RISPONDI15/05/2018 12:38Alberto (ospite)
      Buongiorno Alex, trovo molto interessante l´applicazione delle nanotecnologie sulle strutture in legno. In particolare mi vengono in mente quelle zone dove, gioco forza, sia praticamente impossibile andare ad ispezionare. Ad esempio attacco a terra di pareti in CLT. Ma avrei un paio di dubbi. In primo luogo circa la durata dell´intervento. Esiste qualche prodotto che garantisca durate superiori a 10 anni (tenendo conto che si tratta comunque di zone che, se ben progettate, non dovrebbero essere particolarmente esposte)? L´altro dubbio riguarda l´apertura di fessure nel legno. Nel caso si formino cretti da ritiro (e questi si formano sempre, anche se magari di modesta entità a megno di impiegare legno massiccio) il trattamento è efficace anche in queste zone o le fessure rimangono comunque non protette e dunque attaccabili da umidità, funghi ed insetti?
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