Dettagli costruttivi

Nella realizzazione di un edificio in legno vanno tenuti da conto tutti i dettagli costruttivi che lo caratterizzano, a seconda del sistema costruttivo utilizzato.

cordolo di sacrificio in larice

Cordolo di base in legno nell’attacco a terra: garanzia di durabilità?

In questo articolo ci dedicheremo al cosiddetto cordolo di sacrificio in larice che molto spesso si vede inserito alla base di alcune abitazioni di legno e che, in molti casi, viene sbandierato come una brillante soluzione al problema di marcescenza alla base.

Cordolo di sacrificio in larice: da dove deriva e perché il suo uso è così diffuso?

Il termine “elemento di sacrificio”, in carpenteria lignea, sta ad indicare un elemento ligneo che possiede tre caratteristiche fondamentali:

Continua a leggere
attacco a terra edificio legno

Le 5 tipologie di cordoli per l’attacco a terra: quali usare?

Ritorniamo a parlare di fondazioni a platea occupandoci questa volta del dettaglio di raccordo tra platea e parete di legno. Come abbiamo già visto in altri articoli, questo particolare è uno dei più importanti al fine di garantire una corretta durabilità dell’edificio.

L’attacco a terra è il nodo che permette di collegare le strutture lignee in elevazione alla fondazione in cemento armato. La sua funzione principale è quella di trasmettere le forze indotte dai carichi esterni sulla struttura in legno alla fondazione e successivamente al terreno.

Le forze in gioco possono essere di compressione, di taglio e , in particolari condizioni, di trazione. Al fine di assorbire le azioni trasmesse, vengono progettati e installati una serie di apparecchi di appoggio metallici di varie forme e dimensioni.

Continua a leggere
fondazioni efficienti

Come progettare fondazioni di case che siano efficienti e sicure

Di fondazioni ne abbiamo abbondantemente parlato all’interno di questo blog. Nell’articolo precedente abbiamo analizzato le tipologie di terreno che possiamo incontrare e come fare un’analisi stratigrafica completa per capire come procedere senza sbagliare.

Oggi approfondiremo di più il tema analizzando la questione della capacità portante, del piano di posa e dei cedimenti.

Come abbiamo già vito, il compito della fondazione è principalmente quello di trasferire i carichi dall’edificio al terreno sottostante. 

Continua a leggere
come eseguire fondazione con vespaio

Fondazioni con vespaio aerato: come eseguirle a regola d’arte e quali errori evitare

Con questo articolo torniamo a parlare di fondazioni, in particolare ci occupiamo del vespaio aerato.

Di cosa si tratta? Qual’è lo scopo del suo utilizzo?

Vediamo insieme le peculiarità di questo sistema, analizzandone pregi e difetti.

Cos’è la fondazione con vespaio aerato?

Il vespaio aerato è un tipo di sottostruttura che viene accoppiato alla fondazione con la finalità di mantenere la casa più asciutta ed allontanare l’eventuale gas Radon dagli ambienti abitativi. Continua a leggere

Le soluzioni d’architettura montana per la durabilità delle costruzioni in legno

Di recente si è conclusa la prima fase di un’esperienza, che vede il DA&D dell’Università impegnato in una convenzione con il CISAPSI, un consorzio di Comuni Svizzeri del Canton Ticino, al fine di sviluppare una ricerca conoscitiva approfondita sulle numerose costruzioni in legno presenti nel cantone svizzero.

Uno degli obiettivi è quello di definire delle metodologie comportamentali che, attraverso la conoscenza della tipologia costruttiva e dello stato di conservazione, permettano di fornire una maggior protezione ai fabbricati storici attraverso opportune indicazioni ad oggi inserite in un progetto di Pianificazione Territoriale e Urbanistica, al fine di favorirne la corretta conservazione attraverso il riuso.

In questa prima fase le attenzioni si sono concentrate su due tipologie costruttive differenti ritenute significative, situate nella località di Faido alle pendici del complesso montuoso del San Gottardo. Continua a leggere

Traspirabilità camera di ventilazione: cosa succede se viene ostruita? [Caso Studio]

Questa settimana torniamo nuovamente sull’argomento delle coperture ventilate.

Negli articoli precedenti avevamo illustrato come si esegue correttamente una copertura ventilata e quali sono gli errori da evitare.

In quegli articoli avevamo sottolineato l’importanza di curare l’uscita della ventilazione sottocoppo e di assicurarsi che non ci fossero impedimenti all’uscita dell’aria. Continua a leggere

errori e normativa tetto ventilato

Tetti ventilati: gli errori più comuni e la normativa a riguardo

Nell’articolo precedente vi abbiamo parlato di come si realizza un tetto ventilato e quali principi sfrutta per il suo funzionamento. Vediamo ora di capire se esiste un metodo di dimensionamento, se viene rispettato e come si eseguono operativamente i dettagli.

Innanzitutto, riprendendo lo schema del precedente articolo, possiamo dire che il motore di tutta la ventilazione risiede nella pendenza della falda.

Come già visto, l’aria all’interno della ventilazione viene riscaldata dal sole diventando più leggera e spostandosi verso l’alto. Nel continuo spostamento verso l’alto, si libera dello spazio in basso che risucchia dalla linea di gronda aria fresca, mentre quella calda viene espulsa in prossimità del colmo.

schema di tetto ventilato

In questo continuo movimento dal basso verso l’alto, l’aria si carica di vapore, uscente dalla copertura, e lo veicola all’esterno.Affinché questo funzioni correttamente è necessario che l’area di ingresso sia pari a quella di uscita.

Prima regola di buona progettazione ed esecuzione del tetto ventilato

Una prima regola di progettazione ed esecuzione è quella di assicurare lo spazio necessario all’ingresso e all’uscita dell’aria.

Gli errori più comuni che si vedono solitamente sono strozzature dovute a cavi elettrici all’interno della camera di ventilazione, colmi ventilati insufficienti e nei casi peggiori la dimenticanza in fase di posa del colmo dell’apertura della ventilazione.

In tutti questi casi le conseguenze sono estremamente sgradevoli perché il vapore, non potendo uscire, si accumula nella camera di ventilazione fino a condensare e dando origine a marcescenza che può diffondersi velocemente a tutta la copertura.

crollo del tetto

Un’altra caratteristica delle camere di ventilazione che si vedono in giro è la costanza dello spessore di ventilazione che varia dai 4 ai 5 cm in quasi tutti i casi. Indipendentemente dalla pendenza o dalla lunghezza della falda, sembra che 4/5 cm siano sufficienti a garantire il corretto passaggio d’aria.

Naturalmente non è così: una falda di 2 metri con pendenza di 25° ha esigenze ben diverse da una lunga 10 metri e con un angolo di 15°, per cui non c’è da stupirsi se le camere di ventilazione normalmente costruite hanno rendimenti molto bassi.

posa dei listelli di areazione del tetto ventilato
Stesura del listello di aerazione sopra il telo traspirante. Si procede con la stesura di uno strato di tavole grezze e di un ulteriore strato di tenuta all´acqua.

Per trovare qualche riferimento normativo a riguardo dobbiamo andare a spulciare la UNI 9460 che riporta quanto segue:

“Nel caso di coperture con pendenze medie in Italia (30-35%) e lunghezze di falda non superiori ai 7 ml, al fine di ottenere un corretto flusso di aria in una camera di ventilazione a sezione costante, sono necessari almeno 550 cmq netti per metro lineare di falda.”

Questo significa che, se consideriamo che i listelli di aereazione sono posti solitamente ad interasse di 50/60 cm e che hanno una larghezza di circa 5 cm, per ottenere un valore in linea con la norma dovremmo almeno adottare un’altezza della camera di almeno 6 cm.

posa dei listelli su tetto ventilato

Un aiuto in più ci viene dalla norma francese DTU 43.4 che propone per ambienti soggetti ad alta umidità nella condizione di tetto con freno vapore, una sezione totale delle aperture di ventilazione per metro lineare di falda di 10 cmq con un’altezza minima della camera di ventilazione di 6 cm.La norma prevede anche che non si possa andare oltre i 15 ml di falda.

Seconda regola di buona progettazione ed esecuzione del tetto ventilato

Al di là di quello che indicano le norme, possiamo seguire una regola per cui più la falda è lunga e poco pendente, più devo aumentare lo spessore della camera di ventilazione per ridurre gli attriti e diminuire la perdita di carico.

dettaglio tavolato grezzo
Dettaglio del tavolato grezzo e della barriera d´acqua a tre strati.

Infine alcune indicazioni sui dettagli.

Come vengono gestiti gli ingressi e le uscite?

Se da un lato devono essere più aperti possibile per favorire il flusso d’aria, dall’altro devono garantire la tenuta all’acqua ed essere efficaci nel tenere lontano insetti ed uccelli che potrebbero nidificare nell’intercapedine.

Si procede quindi con la posa di una rete parapasseri in prossimità della linea di gronda e con l’utilizzo di un colmo ventilato per la parte di uscita.

Se hai trovato l’articolo utile, lascia il tuo commento qui sotto oppure iscriviti alla nostra newsletter per non perderti i prossimi articoli e per ricevere subito un PDF gratuito dedicato alla resistenza al fuoco degli edifici in legno, a cura dell’Ing. Alex Merotto.

sfasamento e trasmittanza termica

Valore di sfasamento e trasmittanza termica delle strutture in legno: dati di calcolo

Uno dei primi e principali indicatori della prestazione estiva delle strutture opache è senza dubbio il valore di sfasamento termico. Con questo termine si intende il ritardo, espresso in ore, con cui l’onda termica oltrepassa una struttura.

Fino a pochi anni fa la prestazione energetica estiva di un edificio in legno non veniva presa in considerazione; un primo approccio si è avuto recentemente con la generica indicazione di massa superficiale superiore a 230 kg/mq per valutare la prestazione estiva.  Continua a leggere

la legge delle 4d

La Legge delle 4D per una progettazione responsabile

Nei precedenti articoli abbiamo accennato brevemente alla legge delle 4D, pensando di riferirci ad un concetto diffuso e conosciuto.

Con nostra grande sorpresa siamo stati però sommersi da email di richieste di chiarimento e di approfondimento che ci hanno indirizzato a scrivere alcuni articoli sull’argomento di cui questo è il primo. Continua a leggere

cause di degrado legno

Quali sono i punti critici e le maggiori cause di degrado degli edifici in legno?

Con l’articolo di questa settimana presentiamo un estratto dell’intervento che abbiamo tenuto a Rimini, in occasione del Primo Congresso sullo Stato delle Costruzioni di Legno.Inoltre, vogliamo mettere a disposizione dei nostri lettori i risultati di un piccola indagine statistica che ha riguardano i casi di problemi che ci sono stati segnalati in questi mesi.

Questo articolo viene pubblicato in parallelo con un analogo pezzo nella nostra rubrica “Gutta Cavat Lapidem” della rivista Strutturalegno che vi invitiamo a leggere (dalla pag. 52 della rivista).

Continua a leggere