Danni strutturali casa in legno: come è andata a finire?

Vi ricordate la storia di quella famiglia in provincia di Padova, che dopo solo quattro anni dalla costruzione della casa ha riscontrato pesanti danni strutturali?

Oggi finalmente possiamo dirvi che c’è stato un lieto fine grazie all’intervento della ditta Piazzon Giovanni e agli studi condotti da WoodLab.

Vi sono stati numerosi problemi da affrontare, soprattutto tenendo conto che solo all’apparenza la casa in legno presentava danni legati all’umidità. Analizzando meglio la struttura ci siamo accordi anche di grossi problemi di statica e sicurezza della casa, a dimostrazione che il progetto strutturale non era conforme a norma di legge.

Un ulteriore problematica riscontrata sono stati i cavi degli impianti non correttamente inseriti in una controparete, ma lasciati passare direttamente attraverso il pannello in legno X Lam. Questo ha comportato per noi una maggiore attenzione, durante la fase di scalpellatura del legno, nell’evitare di danneggiare anche i cavi.

Quali sono state le fasi principali di riparazione?

Per valutare la gravità della situazione abbiamo prima di tutto eliminato il cappotto di isolamento alla base e agli angoli della casa.

angolo casa in legno

Rendendo accessibili gli angoli è risultato evidente che le viti che garantivano il collegamento tra le pareti d’angolo si trovavano ad una distanza di 45 cm l’una dell’altra. Sicuramente troppo elevata per garantire la rigidezza dell’abitazione, dato che di norma la distanza massima è di circa 20-25 cm.

Abbiamo dunque raddoppiato il numero delle viti d’angolo, per poter adeguare la struttura.

calcolo distanza vite

Successivamente si è iniziato a rimuovere la parte di legno marcescente alla base. Procedendo a tratti di 2 ml, i pannelli xlam sono stati tagliati a circa 40 cm dalla base, avendo cura di non tagliare i cablaggi elettrici, e sono stati successivamente scalpellati e rimossi fino a raggiungere il legno sano.

La base è stata ripulita mediante soffiaggio, la sede del nuovo cordolo in ca è stata rivestita con un impermeabilizzante Volteco plastivo 250 ed è stato inserito un cordone bentonitico con funzione di Water Stop per bloccare la risalita di umidità nella ripresa di getto.

cordone bentonitico

A rinforzo del Cordolo è stata apposta una gabbia di armatura e applicate delle staffe con barra filettata (di lunghezza maggiorata). Le barre sono state ammorsate alla platea sottostante con un adesivo chimico per una maggiore tenuta.

gabbia di armatura base

Per completare la riparazione è stato infine gettato un nuovo cordolo in calcestruzzo, confezionato con cemento rck 350 e addittivato con microcristalli di potassio. Una volta indurito il calcestruzzo sono stati ripristinati e aggiunti degli agganci sismici sulla base di nuovi calcoli (effettuati da WoodLab), e in primavera verrà ripristinato il cappotto.

Finalmente questa famiglia ha una casa sicura come dovrebbe essere per qualsiasi costruzione in legno. Basta capire a cosa prestare molta attenzione ed assicurarsi tramite professionisti di fiducia che il lavoro sia svolto in modo impeccabile.

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8 commenti
  1. Giacomo Tozzi
    Giacomo Tozzi dice:

    Salve,
    anzitutto complimenti non solo per questo articolo ma per tutti gli articoli che avete preparato, bravi! Interessanti, chiari, professionali.
    In secondo luogo vorrei conoscere la funzione dei microcristalli di potassio perché non ne ho mai sentito parlare. Ha per caso funzione anti ritiro?
    Vi ringrazio
    Un caro saluto

    Rispondi
    • Alex Merotto
      Alex Merotto dice:

      Buongiorno Sig. Tozzi

      La ringrazio molto per il suo apprezzamento. I microcristalli di potassio hanno una funzione sigillante delle porosità del conglomerato cementizio al fine di ridurre o eliminare il fenomeno di risalita per capillarità. Appartengono alla famiglia degli additivi sigillanti per calcestruzzo.

      Buona giornata

      A.M.

      Rispondi
  2. Gabriele Salloum
    Gabriele Salloum dice:

    Ho letto l´interessante articolo da voi scritto.
    Mi chiedo quale potrebbe essere la causa di tale “infiltrazione ” poiché dalle immagini ho notato che comunque è stata posta una guaina tra fondazione e parete in legno sia sotto che lateralmente a protezione sotto al cappotto. Non è chiaro se il cappotto fosse stato effettuato correttamente e se coprisse interamente la porzione di parete lignea fin sotto al massetto del marciapiede
    Inoltre vi chiederei se vi sono altre soluzioni efficaci a parte il “dente fondazionale” che di solito non viene proposto .
    Grazie e cordiali saluti

    Rispondi
    • WoodLabAdmin
      WoodLabAdmin dice:

      Buongiorno Sig. Gabriele

      Le guaine, anche se posate ad arte, vengono garantite dalla casa madre per 10 anni. La vostra casa si presume che debba durare come minimo almeno 50 anni. Cosa si fa quando scade la garanzia della guaina? Questa domanda dovrebbero farsela in molti.

      In questo caso la causa principale della marcescenza è la quota di imposta del legno troppo bassa. Il legno deve partire da qualche centimetro sopra la quota del terreno esterno. Possiamo discutere su come raggiungere questo obiettivo, ci sono infatti vari sistemi, ma non si mai prescindere da questa regola.

      Se le aziende che ha consultato non le offrono questa soluzione, se ne vada e cambi azienda immediatamente.

      Buona giornata

      A.M.

      Rispondi
  3. Lorenzo
    Lorenzo dice:

    Ho fatto una casa in legno 7 anni fa e devo dire che sono soddisfatto
    la mia preoccupazione è sempre la parte collegata con il marciapiede che è leggermente rialzata dalla gettata con un muraletto
    nella parete abbiamo fatto anche uno scanso in modo che la pioggia possa andare addossso alla casa e poi scivolare via.
    è stato aggiunto un massetto leggero e sopra mattonelle con uno strato di mapelastic
    dovrei essere apposto ma comunque ho sempre le pare
    cosa mi consigliate

    Rispondi
    • Alex Merotto
      Alex Merotto dice:

      Buongiorno Lorenzo

      Le consigliamo di predisporre delle ispezioni, possibilmente dall´interno dell´abitazione, in maniera da poter agevolmente verificare lo stato dell´attacco a terra. Le posizioni nei punti che ritiene “critici” e controlli la condizione del legno ogni 6 mesi.

      Grazie

      A.M.

      Rispondi
    • Luca
      Luca dice:

      Ciao Lorenzo, ho appena acquistato un terreno per realizzare una casa in legno con m pannelli xlam. C’è dubbio che vorrei chiarire proprio con qualcuna che la vive già da qualche anno. Alcuni mi hanno consigliato, per una resa ottimale della casa, l’installazione della VMC(ventilazione meccanica controllata), invece il costruttore me l’ha sconsigliata, stesso discorso per il riscaldamento a pavimento. Tu cosa hai installato? Grazie in anticipo

      Rispondi
      • Alex Merotto
        Alex Merotto dice:

        Buongiorno Luca

        Anch´io vivo in una casa in legno certificata CasaKlima A. Ho la VMC e un radiante a soffitto. La VMC è imprescindibile in queste abitazioni, se il costruttore te l´ha sconsigliata, personalmente cambierei costruttore per chè c´è qualcosa che non va. Per quanto riguarda il radiante, dipende molto dalla zona in cui vivi, nel mio caso è più utile d´estate che d´inverno.

        Ciao

        A.

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