Quattro indicazioni base per le fondazioni delle case in legno

Ritorniamo sul dettaglio di attacco alla fondazione perché dalle email che ci arrivano capiamo che persistono ancora molti dubbi.

Oltre ai classici sistemi di realizzazione della fondazione di una casa di legno, il mercato spesso propone delle soluzioni che definire fantasiose è un termine riduttivo.

Sembra infatti che ogni azienda abbia il proprio “segreto” per garantire una casa durevole nel tempo.

Naturalmente questi “segreti” sono idee originali dell’azienda, con pochissimo storico di confronto che qualche volta funzionano, ma che nella maggior parte dei casi provocano molti problemi.

Il punto della questione rimane uno soltanto: non ci si deve inventare niente, ma piuttosto è necessario informarsi adeguatamente.

Le Norme DIN in Germania, già più di 40 anni fa, avevano individuato il problema e normato in un apposito capitolo le indicazioni di base per le fondazioni.

Per questo vogliamo proporvele com’erano, grazie alla traduzione effettuata dal dott. Ribera (leggi l’intervista fatta dallo studio WoodLab al dott. Ribera, clicca qui).

Ci teniamo a precisare che i dettagli sono riferiti ad un contesto edilizio nordeuropeo, ma nulla toglie alla bontà di queste indicazioni.

Quattro indicazioni base per fondazioni di case in legno

Parete esterna con soglia sporgente rispetto alla piattaforma, con sistema di isolamento termico.

  1. Struttura portante variabile (costruzioni Xlam, telaio, legno massiccio ecc.), stratigrafia secondo il sistema di isolamento termico prescelto.
  2. Sistema di isolamento termico stratificato con certificazione di idoneità a carico del direttore lavori.
  3. Guaina protettiva contro l’umidità di risalita.
  4. Isolamento perimetrale della piattaforma con materiale isolante.
  5. Iniezione cementizia livellante.
  6. Cordolo di legno duro classe di utilizzo GK 0 (essiccato in modo che non vi siano attacchi di insetti e microrganismi)
  7. Profilo di sostegno del sistema di isolamento termico (doppia T di materiale isolante)
  8. Guarnizione di sigillatura dei giunti.
  9. Soglia della piattaforma che deve essere di almeno 15 cm sopra il livello del suolo esterno.
  10. Livello del suolo esterno.
  11. Piattaforma.
  12. Fondamenta.
  13. Guarnizione a tenuta stagna fra parete e guaina protettiva contro l’umidità di risalita.
  14. Livello del pavimento finito.

Punto più basso della parete esterna sporgente dalla piattaforma con facciata ventilata

  1. Struttura portante variabile (costruzioni Xlam, telaio, legno massiccio ecc.), stratigrafia secondo il sistema di isolamento termico prescelto.
  2. Facciata ventilata.
  3. Guaina protettiva contro l’umidità di risalita.
  4. Isolamento perimetrale della piattaforma con materiale isolante.
  5. Iniezione cementizia livellante.
  6. Cordolo di legno duro classe di utilizzo GK 0 (essiccato in modo che non vi siano attacchi di insetti e microrganismi).
  7. Pannello di facciata.
  8. Schermo di protezione contro l’invasione di animali e insetti.
  9. Spazio arieggiato.
  10. Guarnizione di sigillatura dei giunti.
  11. Soglia della piattaforma che deve essere di almeno 15 cm sopra il livello del suolo esterno
  12. Livello del suolo esterno.
  13. Letto di ghiaia.
  14. Piattaforma.
  15. Fondamenta.
  16. Guarnizione a tenuta stagna fra parete e guaina protettiva contro l’umidità di risalita.
  17. Lato superiore del pavimento finito.

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Parete meno distanziata dalla piattaforma, con letto di ghiaia sulla facciata esterna.

  1. Struttura portante variabile (costruzioni Xlam, telaio, legno massiccio ecc.), stratigrafia secondo il sistema di isolamento termico prescelto.
  2. Sistema di isolamento termico stratificato con certificazione di idoneità a carico del direttore lavori.
  3. Guaina protettiva contro l’umidità di risalita.
  4. Isolamento perimetrale della piattaforma con materiale isolante.
  5. Iniezione cementizia livellante.
  6. Cordolo di legno duro classe di utilizzo GK 0 (essiccato in modo che non vi siano attacchi di insetti e microrganismi).
  7. Profilo di sostegno del sistema di isolamento termico (doppia T di materiale isolante).
  8. Guarnizione di sigillatura dei giunti.
  9. Guaina di sigillatura verticale secondo DIN 18195-4.
  10. Livello di sigillatura della guaina allo stato finale, che deve superare i 15 cm di lato superiore del cordolo di legno duro.
  11. Lato inferiore del cordolo di legno duro che, nello stato finale, deve trovarsi ad almeno 5 cm sopra il livello della pavimentazione esterna.
  12. Livello del suolo esterno.
  13. Letto di ghiaia.
  14. Piattaforma.
  15. Fondamenta.
  16. Guaina di raccordo a tenuta stagna fra parete e guaina protettiva.
  17. Lato superiore del pavimento finito.

Parete esterna sporgente dalla piattaforma con pavimentazione solida e pendenza verso il basso sulla parete esterna.

  1. Struttura portante variabile (costruzioni Xlam, telaio, legno massiccio ecc.), stratigrafia secondo il sistema di isolamento prescelto.
  2. Sistema di isolamento termico stratificato con certificazione di idoneità a carico del direttore lavori.
  3. Guaina protettiva contro l’umidità di risalita.
  4. Isolamento perimetrale della piattaforma con materiale isolante.
  5. Iniezione cementizia livellante.
  6. Cordolo di legno duro classe di utilizzo GK 0 (essiccato in modo che non vi siano attacchi di insetti e microrganismi).
  7. Profilo di sostegno del sistema di isolamento termico (doppia T di materiale isolante) .
  8. Guarnizione di sigillatura dei giunti.
  9. Guaina di sigillatura verticale secondo DIN 18195-4 .
  10. Livello di sigillatura della guaina allo stato finale, che deve superare i 15 cm di lato superiore del cordolo di legno duro.
  11. Lato inferiore del cordolo di legno duro che, nello stato finale, deve trovarsi ad almeno 5 cm sopra il livello della pavimentazione esterna.
  12. Livello del suolo esterno.
  13. Copertura di terrazzo o di balcone con strato impermeabilizzato e pendenza minima 2%
  14. Piattaforma.
  15. Fondamenta.
  16. Guaina di raccordo a tenuta stagna fra parete e guaina protettiva.
  17. Lato superiore del pavimento finito.

Vi abbiamo lasciato i quattro dettagli tecnici base con relativa legenda e immagine per una miglior comprensione dei punti critici.

Come studio di ingegneria siamo a vostra disposizione per eventuali domande o ulteriori informazioni in merito a questi particolari.

Potete inviarci una email a woodlab@rocketmail.com oppure lasciare un commento qui sotto. Vi risponderemo il prima possibile.

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5 commenti
  1. Giovanni
    Giovanni dice:

    Buongiorno
    vi faccio i complimenti per i dettagli e la chiarezza dei Vs. approfondimenti, utili per tutti i privati che leggono il Vs. blog e Vi seguono. Vi scrivo per un chiarimento: a proposito della terza indicazione per fondazioni di case in legno (letto di ghiaia sulla facciata esterna), l’immagine ed il testo riportano al punto 9 e 10 indicazioni relative ad una sigillatura/guaina verticale secondo DIN 18195-4 che deve superare di 15 cm il lato superiore del cordolo. In alcuni precedenti interventi sconsigliavate l’uso di guaine adesive di collegamento tra legno e cemento perché limitano la traspirabilità della parete e favoriscono la formazione di condensa. Vorrei capire se come da indicazioni DIN questa va prevista (come mi consiglia anche il costruttore) e che accorgimenti consigliate per il corretto dettaglio dell’attacco parete/cordolo dal punto di vista del risvolto della guaine. Grazie Giovanni

    Rispondi
    • Alex Merotto
      Alex Merotto dice:

      Buongiorno Giovanni

      Quello che scrive è corretto. L´applicazione o meno di una guaina di risvolto è un argomento controverso. Di fatto le norme DIN la prevedono negli ultimi 2 casi, dove non è garantita la distanza minima legno-terreno di 15 cm come per i casi precedenti. Da quanto ho potuto vedere durante le perizie, la mia opinione è che sia meglio non metterla e mantenere la corretta distanza tra terreno e legno.

      Grazie e buona giornata

      A.M.

      Rispondi
  2. Angela
    Angela dice:

    Buongiorno Ing. Merotto
    Leggo sempre con piacere i Vs. post. Complimenti. Esiste da Vs. esperienza un´alternativa all´iniezione cementizia autolivellante indicata nelle DIN in oggetto, per riempire lo spazio che si viene a creare tra cordolo in CA (guaina) e parete causa spessoramento e allineamento di quest´ultima?
    Angela

    Rispondi
    • Alex Merotto
      Alex Merotto dice:

      Buongiorno Angela

      Per evitare la procedura di riempimento dei vuoti con la malta cementizia è indispensabile preparare la base di appoggio in maniera impeccabile. Personalmente faccio gettare un cordolo in ca tenendo il getto 3 cm sotto alla quota finale. Il giorno dopo, prima di scasserare, faccio terminare il getto arrivando alla quota esatta con una malta strutturale antiritiro e autolivellante. In seguito si tolgono i casseri e si procede con la stesura della guaina dopo la corretta maturazione. Con questo metodo la tolleranza che si riesce ad ottenere è di un paio di mm.

      Buona Giornata

      Rispondi

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