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Come rendere efficaci i progressi sulla tecnologia di lavorazione del legno? Intervista 2° parte a Felice Ragazzo

Categoria: Test sui materiali

di: WOODLAB Staff

Riprendiamo l´intervista fatta al Prof. Felice Ragazzo, da Almerico Ribera, di cui vi abbiamo proposto la prima parte la scorsa settimana, e che vi invitiamo a rileggere cliccando qui.

Nella prima parte abbiamo concentrato l´attenzione sull´evoluzione tra meccanica e digitale, con una particolare attenzione al legno, sottolineando che di passi in avanti ne sono stati fatti parecchi, ma la visione collettiva e culturale italiana risulta ancora mediocre sul fronte tecnologico. 

Questa corta visione si manifesta sui piani della domanda e dell´offerta di macchine per la lavorazione del legno, a cui dobbiamo aggiungere la criticità legata alla parte progettuale deglli edifici in legno.



Ripartiamo da questo appunto...

>> Almerico Ribera: 

una ricerca della Cisl, pubblicamente commentata di recente da autorevoli studiosi del politecnico di Milano, indica che il potenziale di sviluppo della tecnologia di lavorazione coincide anche con il rapporto stretto fra costruttore di macchine e progettista di edifici di legno per formare un’impresa integrale, capace di dare risposte ad un mercato in ascesa. 

>> Felice Ragazzo:

il tradimento, o se si vuole, l’edulcorazione della flessibilità del digitale, va tutto ricercato nell’ambito delle circostanze d’ambiente. Merita prendere in considerazione un aspetto assai significativo al riguardo.  

Talune case produttrici di CNC sviluppano i loro sistemi categorizzando ogni singola lavorazione con una macro. Ciò in sé e per sé sarebbe un’ottima cosa, in quanto raggruppandosi e sintetizzandosi talvolta complessi concetti, si vengono a semplificare e rassodare le azioni e si viene quindi a ridurre il numero di click da digitare.  

Le macro, inoltre, se impostate con criteri parametrici, permettono di gestire una certa variabilità geometrica nella conformazione dei pezzi. A queste condizioni, disponendo di un progetto tecnico aperto e flessibile, non risulta più necessario effettuare per ogni singola lavorazione una specifica azione dedicata.  

>> Almerico Ribera:   

mi pare sia stata la strategia di Hundegger.  

>> Felice Ragazzo:  

Sì. Tutto bene, soltanto però se la macro è di tipo “open source”, cioè aperta all’accesso dei codici sorgente. Se non lo è, il panorama delle lavorazioni possibili diventa un sistema chiuso come quello di Hundegger.  Evoluto, qualificato, illuminato, efficace, sperimentato, condiviso, quanto si vuole, ma chiuso!  

>> Almerico Ribera:   

questo rappresenta un problema per l’architetto e l’ingegnere?  

>> Felice Ragazzo: 

un progettista che creasse un’opera con la pretesa dell’originalità, ma incongruente con tale contesto di parametrizzazione delle lavorazioni, si troverebbe spiazzato, senza rimedio.  

Dal punto di vista progettuale, ma non di meno, dal punto di vista culturale, tutto ciò sta a significare una cosa molto importante: non è tanto il sistema chiuso in sede CNC che tarpa le ali creative al progettista, quanto invece i modelli di costruzioni lignee da cui traggono origine le macro di cui sopra.  

Non c’è ragione di dubitare che si tratti di modelli verificati e certificati sulla base dei più aggiornati e cogenti standard, dotati di alta compatibilità economica, tuttavia il rapporto fra progetto e realizzazione è diventato tecnicamente asfittico, per non dire sterile, poiché non si possono sperimentare e praticare altri dettami se non quelli rigidamente predeterminati. 

Se poi si aggiunge il fatto di quanto sia fitta la rete di CNC rigidamente programmati in un vasto contesto produttivo come quello del nostro Paese, si capisce bene a che livello di intensità possano scaturire distorsioni, se non addirittura danni sul terreno di un futuro progettuale, a causa delle limitazioni frustranti nel realizzare un progetto originale. 

>> Almerico Ribera: 

per quale motivo gli industriali italiani di macchine per la lavorazione del legno, si rifiutano di collegare la velocità di sviluppo dei propri sistemi tecnologici alla velocità di sviluppo dei sistemi organizzativi, progettuali, architettonici? 

>> Felice Ragazzo:

nel nostro Paese, per quanto il settore delle strutture a telaio marchi ancora una sostanziale prevalenza rispetto a quelle basate su pannelli X-lam, i costruttori di macchine importanti hanno guardato con maggiore interesse a queste seconde

Saranno state fatte al riguardo più che fondate strategie di sviluppo industriale. 

Sta di fatto, però, che se si volesse rifare il Ponte di Bassano che, ricordiamocelo, fu progettato da Palladio, ma potrei parlare anche di uno dei tanti meravigliosi solai di Palazzo Farnese o dei Musei Capitolini in Roma che ho avuto la ventura di visionare pezzo per pezzo e tastare palmo a palmo; ma soprattutto, se si volesse dare soddisfazione al più illuminato architetto impegnato nel meno stereotipato dei suoi progetti valorizzanti il materiale-legno, come per esempio Pier Luigi Nervi o Sergio Musmeci o Félix Candela seppero fare per il cemento armato, non so quanto fedelmente potrebbero essere interpretati i rispettivi elaborati progettuali. 

Una parola a favore mi sentirei invece di spenderla per il software Alphacam, il quale sta evolvendo nella direzione di una sempre maggiore integrazione tra progetto e tecno-fattura.  

>> Almerico Ribera:

abbiamo visto lo scenario riferito allo Stato Maggiore del mondo del legno, il mondo dei progettisti, degli industriali, dei professori, ma che c’è da dire riferendoci agli “operatori”, ovvero il mondo di tutti coloro che sviluppano piani di lavoro e addirittura schiacciano bottoni? 

>> Felice Ragazzo: 

trovo che sia paradossale come chi schiacci bottoni e attivi elettro-mandrini in ordine a quei software parametrizzati rigidamente, dove pur disponendo di un numero finito e limitato di operazioni, manifesti la sensazione di vivere una libertà di movimento pressoché a tutto campo (cosa, questa, realmente verificata da me in situ durante una particolare circostanza). 

A tanto può arrivare lo iato tra illusione e realtà, a causa della poca facoltà di discernimento tra il concetto di “discreto” e di “continuo”; concetti guarda caso alla base della teoria nel campo digitale. 



>> Almerico Ribera:

Lei è Presidente del Gruppo Qualità Legno (GQL) che il 15/16 novembre prossimo organizzerà a Rimini un Congresso durante il quale si dibatteranno questi problemi, ci saranno anche i Costruttori di macchine per la lavorazione del legno? 

>> Felice Ragazzo:

abbiamo invitato l’azienda italiana più rappresentativa SCM con sede proprio a Rimini e ABB per la Robotica perché è bene sempre tenere presente che la tecnica da sola non è tutto. L’efficacia dei suoi progressi si misura con la saggezza di chi l’amministra, con la perspicacia di chi la applica, con l’illuminazione di chi la interpreta. 



A queste condizioni il tradimento della flessibilità del digitale non ci potrà mai essere e il legno continuerà a guadagnare consenso. 

________________________________________

Ringraziamo il Prof. Felice Ragazzo e Almerico Ribera per questa intervista, vi invitiamo a condividerla con i vostri contatti o a lasciare un commento di approfondimento qui di seguito.

Infine, per non perdere tutti gli aggiornamenti del nostro blog, vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter compilando il form qui sottto. In omaggio un PDF dedicato alla resistenza al fuoco degli edifici in legno, a cura dell´ing. Alex Merotto.
COMMENTI
  • RISPONDI29/08/2018 01:55gerolamo stagno (ospite)
    Siamo alle solite anche nel campo della progettazione dei sistemi intelligenti per il modo CMC vi sono degli stereotipi ma qui devono funzionare prima di tutto i neuroni del cervello che ognuno di Noi ha nel ns Genius . Provando a robotizzarli con intelligenza artificiale aperta no chiusa come sono i Codici di Sorgente
    • RISPONDI24/08/2018 10:20marino ferrari (ospite)
      poichè un problema è tale se sono chiari i suoi presupposti, diviene arduo risolvere il connubio tra "creatività" progettuale ed esecuzione; il progettista "di fatto" si pone al di fuori della progettualità fatta "di legno", vorrebbe far corrispondere le esigenze creative sue con la "naturalità" del legno. La macchina è uno strumento, giusto, come l´ascia, la quale non si usa con il calcestruzzo.
      • RISPONDI24/08/2018 10:20marino ferrari (ospite)
        poichè un problema è tale se sono chiari i suoi presupposti, diviene arduo risolvere il connubio tra "creatività" progettuale ed esecuzione; il progettista "di fatto" si pone al di fuori della progettualità fatta "di legno", vorrebbe far corrispondere le esigenze creative sue con la "naturalità" del legno. La macchina è uno strumento, giusto, come l´ascia, la quale non si usa con il calcestruzzo.
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