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Le soluzioni d´architettura montana per la durabilità delle costruzioni in legno

Categoria: Esempi di costruzioni storiche

di: WOODLAB Staff

Di recente si è conclusa la prima fase di un´esperienza, che vede il DA&D dell’Università impegnato in una convenzione con il CISAPSI, un consorzio di Comuni Svizzeri del Canton Ticino, al fine di sviluppare una ricerca conoscitiva approfondita sulle numerose costruzioni in legno presenti nel cantone svizzero.

Uno degli obiettivi è quello di definire delle metodologie comportamentali che, attraverso la conoscenza della tipologia costruttiva e dello stato di conservazione, permettano di fornire una maggior protezione ai fabbricati storici attraverso opportune indicazioni ad oggi inserite in un progetto di Pianificazione Territoriale e Urbanistica, al fine di favorirne la corretta conservazione attraverso il riuso. 

In questa prima fase le attenzioni si sono concentrate su due tipologie costruttive differenti ritenute significative, situate nella località di Faido alle pendici del complesso montuoso del San Gottardo. 

La prima, denominata Casa Selvini è uno degli edifici più rappresentativi della cittadina ticinese. 



Risalente al XVI sec., come riporta l’incisione in facciata, è collocabile nelle strutture residenziali multipiano, tipologia diffusa nel territorio. 



L’edificio, adiacente e comunicante con una costruzione in pietra, è realizzato con tecnica a block-bau per le pareti perimetrali e parzialmente a telaio per quelle interne. 

La seconda, anch’essa con caratteristica struttura a block-bau a destinazione rurale a stalla e fienile, è posta in una piccola aggregazione rurale ricca di strutture in legno denominata Rossura.            



Oggetto della presente comunicazione non è tanto la descrizione dell’esperienza di Convenzione (oggetto di prossimi approfondimenti sul blog), quanto quello che si è osservato durante la fase di studio del secondo fabbricato e del contesto del piccolo centro montano di Rossura, sul tema della durabilità delle costruzioni in legno

Lo studio è stato sviluppato attraverso l’applicazione della Scheda Sperimentale messa a punto dal Dipartimento (ad oggi in sede di ulteriore definizione e approfondimento) per essere applicata in modo speditivo ma efficace. 

Il fine è quello di fornire informazioni dettagliate della fabbrica sotto diversi aspetti: storico, geologico, tipologico, strutturale, tecnologico, di degrado, di conservazione, così come indicazioni sui provvedimenti urgenti da adottare per una corretta manutenzione.


Estratti della scheda sperimentale 

Classificazione a vista e indagini strumentali

Si è proceduto applicando la Classificazione a vista secondo le Normative Elvetiche SIA specifiche, ma anche applicando le indagini strumentali atte a definire lo stato di salute di ogni elemento strutturale. 


Indagini non distruttive mediante resistografia e sclerometria

Lo studio approfondito dei due casi, seppure in numero esiguo rispetto al contesto in cui si collocano e certamente non assumibili come rappresentativi di una tipologia, ha comunque fornito un buono stato di conservazione del legname. 

Il problema più grave è stato riscontrato in un piccolo dissesto strutturale nella parete posta in adiacenza al muro in materiale lapideo. 


Indagini non distruttive mediante resistografia e sclerometria

Un assestamento della costruzione lignea, non opportunamente connessa rispetto all’edificio in muratura, ha causato un cedimento di alcune connessioni della copertura che hanno costretto ad integrazioni e puntellazioni.            

A questa situazione può aver influito anche la dimensione degli elementi, in questo caso sottodimensionati rispetto al carico attuale. 

Questa causa è assai diffusa ed è oggetto di vulnerabilità delle strutture che venivano realizzate attraverso una conoscenza empirica tramandata oralmente e frutto di esperienza nei secoli, ben distante dalla fase di calcolo adottata ad oggi nelle moderne realizzazioni.  

In particolare si è posto attenzione proprio al problema durabilità dell’edificio in esame mettendolo in relazione con le altre strutture analoghe, compiendo una campagna fotografica delle soluzioni costruttive adottate negli altri fabbricati della frazione. 


Edificio a struttura lignea nella frazione di Rossura

Questa indagine, benché limitata ad un numero esiguo di casi, ha permesso di focalizzare l’attenzione su alcuni dettagli costruttivi che sono indice di quali siano le procedure adottate nel tempo per proteggere le struttura lignee dalle potenziali patologie di degrado. 


Edificio a struttura lignea nella frazione di Rossura

A Faido e a Rossura, come in generale nelle costruzioni montane, il basamento è in materiale lapideo e solo dal piano superiore ha inizio la parte lignea. 

Questa soluzione è la semplificazione di un processo conoscitivo tramandato nei secoli, è la soluzione che scaturisce dalla consapevolezza della cultura contadina. 

Cosa ha garantito la durabilità di queste strutture nel tempo?

Le costruzioni erano realizzate per durare nel tempo ed era necessario utilizzare il materiale disponibile con il minor dispendio di risorse e sfruttandole al meglio. Se contestualizziamo tali tipologie con l’architettura Walser che ha segnato lo sviluppo delle Costruzioni nell’arco alpino, compreso da quella Regione oggi in Svizzera Austria Italia, dobbiamo constatare che se oggi le costruzioni storiche sopravvivono è proprio perché il "piede a terra" delle stesse non è quasi mai in legno bensì in muratura. 

Osservando le costruzioni in Rossura, così come quelle di Faido, sono ben chiari i piccoli ma continui interventi di manutenzione ordinaria che hanno consentito ai materiali di arrivare sino a noi. 


Interventi non idonei con malta cementizia

Dallo stato di fatto è stato possibile identificare il comportamento strutturale attuale che è la sintesi di interessanti interventi di consolidamento conservativo condotti nel tempo ed ancora chiaramente leggibili.

Per quanto riguarda invece i tempi più recenti, si nota una generalizzata mancata attenzione nella scelta dei materiali adottati per il risanamento. 

Esempio sono gli interventi della parte muraria realizzati con malta cementizia, ideale viatico per i fenomenici osmosi, al quale occorre porre rimedio utilizzando intonaci con idraulicizzanti come la pozzolana. 


Interventi non idonei con malta cementizia

Oggi il problema dell’attacco a terra è più che mai noto nell’architettura delle nuove costruzioni e sono molte le situazioni in cui la mancata attenzione al contatto con il terreno di parti in legno portanti o di rivestimento hanno generato forte degrado.  

È sicuramente ammirevole il contributo che le moderne soluzioni costruttive stanno cercando di fornire, specialmente per quelle opere che inseguono la soluzione progettuale elegante ed architettonicamente gradevole di vedere sorgere la costruzione dal terreno come fosse un artificio naturale. 

Tale scelta quanto mai ardita richiede particolare attenzione al singolo dettaglio che, a maggior ragione, hanno bisogno del collaudo più difficile, quello del tempo.  

Purtroppo, come i recenti casi dimostrano, una disattenzione o mancata conoscenza, può scatenare in poco tempo consistenti fenomeni di degrado che possono portare nel peggiore dei casi all’instabilità o al collasso di una costruzione o di parte di essa.  

Occorre cercare di comprendere meglio le soluzioni del passato e le relative potenzialità senza avventurarsi in soluzioni d’avanguardia senza prima conoscere a fondo il materiale poiché di esse non è ancora possibile conoscerne gli effetti nel tempo. 

La ricerca può progredire molto in questo settore ma richiede che tali innovazioni siano oggetto di studio e di monitoraggio con esami sia in laboratorio che sul campo, permettendo così di garantire un´adeguata prevenzione e manutenzione.

Ringraziamo per l´intervento: Gerolamo Stagno, Daniela Pittaluga, Linda Secondini, Chiara Marvaldi.

Vi invitiamo a lasciare un commento in materia sullo spazio qui di seguito dedicato e ad iscrivervi alla nostra newsletter per non perdere i prossimi articoli del nostro blog. In omaggio all´iscrizione un PDF dedicato alla resistenza al fuoco degli edifici in legno, a cura dell´ing. Alex Merotto.

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