parassiti del legno come prevenire

Funghi e parassiti del legno: prevenire è meglio che curare

Come dimostrato in vari articoli, il legno è uno dei materiali più interessanti e versatili che si possano trovare in natura. Ma quali sono i peggiori funghi e parassiti del legno e come possiamo evitarne la proliferazione a monte del processo di realizzazione di un’abitazione?

Il legno è un materiale vivo, che continua a respirare anche quando viene separato dalle sue radici; può essere utilizzato in edilizia, nell’arredamento, nell’interior design, nell’oggettistica artigianale ecc..

Insieme alla pietra, esso rientra tra i materiali più antichi sfruttati dall’uomo, ed ha investito un ruolo fondamentale per tutte le culture nel corso dei secoli. 

Di fatto, il legno ha una durata lunghissima se utilizzato a regola d’arte: basti pensare al ponte di fine ‘600 a Silian (Austria).

Esistono tantissime tipologie di legno differenti, ognuna con caratteristiche specifiche che li rendono adatti a lavorazioni e applicazioni diverse.

Ecco perché è importante conoscere le proprietà specifiche di ognuno, capirne le qualità e le debolezze, approfondire riguardo i rischi da un lato e le potenzialità dall’altro.

Con il post di oggi iniziamo un nuovo ciclo di articoli che andranno ad affrontare un tema molto delicato, ossia i funghi e i parassiti del legno che possono attaccare il legname da costruzione, compromettendo la struttura e la stabilità di un edificio in legno.

Da cosa dipende l’attacco o meno di funghi e parassiti?

Quando si parla di legname da costruzione vi sono alcuni punti fondamentali che bisogna tenere in considerazione.

In particolare, dato che ogni tipologia di legno possiede determinate caratteristiche di resistenza a funghi e parassiti, l’attenzione ricade sul taglio e sull’essiccazione corretta del materiale.

legno marcio

L’obiettivo è creare un ambiente estremamente sfavorevole per la proliferazione di questi organismi.

Le normative vigenti garantiscono la qualità delle lavorazioni e del materiale utilizzato per le costruzioni, ma il problema si presenta per quelle tipologie di legname non soggette a controlli e quindi fuori normativa.

L’attenzione del cliente finale deve dunque concentrarsi sul capire perché c’è una così grande differenza di prezzo nella realizzazione di un’abitazione in legno, e molto spesso la risposta la si trova nella qualità del materiale utilizzato.

La tipologia di legno più utilizzata per la costruzione di edifici è l’Abete Rosso, in quanto si tratta di un materiale leggero e tenero, con una buona velocità di essiccazione.

Ciò che conta più di tutto è la sua stagionatura e lavorazione successiva.

Conseguenze dell’utilizzo di materiali lignei di qualità

Se vengono utilizzati materiali scadenti, ricchi d’acqua, con molti nodi ed imperfezioni, facilmente attaccabili da funghi e parassiti, non sufficientemente essiccati o lavorati, si avrà un notevole risparmio in termini di costi a fronte però di uno svantaggio considerevole nel corso del tempo.

Prevenire è sempre meglio di curare.

La corretta essiccazione, i trattamenti fitosanitari adatti e l’identificazione normativa, sono gli elementi essenziali da valutare quando si parla di costruzioni in legno.

Il legname lavorato presenta un minor rischio di proliferazione.

Nel caso dei legnami lavorati come i pannelli in OSB o il compensato, il problema di funghi e parassiti non si pone, in quanto si tratta di materiali che sono stati sottoposti a processi di lavorazione intensivi che li hanno resi a bassissimo rischio per l’infestazione di organismi nocivi.

Scopri quali sono i possibili parassiti che possono proliferare all’interno del legno e che possono compromettere la stabilità di un edificio >

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2 commenti
  1. Gabriele Bonamini
    Gabriele Bonamini dice:

    Apprezzo il taglio pratico del post.
    Tuttavia la frase seguente non ha purtroppo riscontro con la realtà:

    “Nel caso dei legnami lavorati come i pannelli in OSB o il compensato, il problema di funghi e parassiti non si pone, in quanto si tratta di materiali che sono stati sottoposti a processi di lavorazione intensivi che li hanno resi a bassissimo rischio per l’infestazione di organismi nocivi.”

    il problema si pone eccome. Infatti i “processi di lavorazione intensivi” possono contribuire (ma non garantiscono necessariamente) alla bonifica del materiale dagli organismi già presenti. Non hanno di per sé alcuna efficacia, invece, per la prevenzione degli attacchi. Se occorrono pannelli durabili, bisogna farli specificamente in modo tale che lo siano. Non è automatico e la frase dovrebbe essere ridormulata, per non generare un pericoloso malinteso.

    Coraggio e avanti!

    Gabriele Bonamini

    Rispondi
    • Alex Merotto
      Alex Merotto dice:

      Buongiorno Gabriele Bonamini

      La ringrazio per il suo contributo, quanto afferma è corretto e provvederemo a modificare l´articolo come da sue indicazioni.

      Grazie ancora

      A.M.

      Rispondi

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