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Traspirabilità camera di ventilazione: cosa succede se viene ostruita? [Caso Studio]

Questa settimana torniamo nuovamente sull’argomento delle coperture ventilate.

Negli articoli precedenti avevamo illustrato come si esegue correttamente una copertura ventilata e quali sono gli errori da evitare.

In quegli articoli avevamo sottolineato l’importanza di curare l’uscita della ventilazione sottocoppo e di assicurarsi che non ci fossero impedimenti all’uscita dell’aria. Continua a leggere

errori e normativa tetto ventilato

Tetti ventilati: gli errori più comuni e la normativa a riguardo

Nell’articolo precedente vi abbiamo parlato di come si realizza un tetto ventilato e quali principi sfrutta per il suo funzionamento. Vediamo ora di capire se esiste un metodo di dimensionamento, se viene rispettato e come si eseguono operativamente i dettagli.

Innanzitutto, riprendendo lo schema del precedente articolo, possiamo dire che il motore di tutta la ventilazione risiede nella pendenza della falda.

Come già visto, l’aria all’interno della ventilazione viene riscaldata dal sole diventando più leggera e spostandosi verso l’alto. Nel continuo spostamento verso l’alto, si libera dello spazio in basso che risucchia dalla linea di gronda aria fresca, mentre quella calda viene espulsa in prossimità del colmo.

schema di tetto ventilato

In questo continuo movimento dal basso verso l’alto, l’aria si carica di vapore, uscente dalla copertura, e lo veicola all’esterno.Affinché questo funzioni correttamente è necessario che l’area di ingresso sia pari a quella di uscita.

Prima regola di buona progettazione ed esecuzione del tetto ventilato

Una prima regola di progettazione ed esecuzione è quella di assicurare lo spazio necessario all’ingresso e all’uscita dell’aria.

Gli errori più comuni che si vedono solitamente sono strozzature dovute a cavi elettrici all’interno della camera di ventilazione, colmi ventilati insufficienti e nei casi peggiori la dimenticanza in fase di posa del colmo dell’apertura della ventilazione.

In tutti questi casi le conseguenze sono estremamente sgradevoli perché il vapore, non potendo uscire, si accumula nella camera di ventilazione fino a condensare e dando origine a marcescenza che può diffondersi velocemente a tutta la copertura.

crollo del tetto

Un’altra caratteristica delle camere di ventilazione che si vedono in giro è la costanza dello spessore di ventilazione che varia dai 4 ai 5 cm in quasi tutti i casi. Indipendentemente dalla pendenza o dalla lunghezza della falda, sembra che 4/5 cm siano sufficienti a garantire il corretto passaggio d’aria.

Naturalmente non è così: una falda di 2 metri con pendenza di 25° ha esigenze ben diverse da una lunga 10 metri e con un angolo di 15°, per cui non c’è da stupirsi se le camere di ventilazione normalmente costruite hanno rendimenti molto bassi.

posa dei listelli di areazione del tetto ventilato
Stesura del listello di aerazione sopra il telo traspirante. Si procede con la stesura di uno strato di tavole grezze e di un ulteriore strato di tenuta all´acqua.

Per trovare qualche riferimento normativo a riguardo dobbiamo andare a spulciare la UNI 9460 che riporta quanto segue:

“Nel caso di coperture con pendenze medie in Italia (30-35%) e lunghezze di falda non superiori ai 7 ml, al fine di ottenere un corretto flusso di aria in una camera di ventilazione a sezione costante, sono necessari almeno 550 cmq netti per metro lineare di falda.”

Questo significa che, se consideriamo che i listelli di aereazione sono posti solitamente ad interasse di 50/60 cm e che hanno una larghezza di circa 5 cm, per ottenere un valore in linea con la norma dovremmo almeno adottare un’altezza della camera di almeno 6 cm.

posa dei listelli su tetto ventilato

Un aiuto in più ci viene dalla norma francese DTU 43.4 che propone per ambienti soggetti ad alta umidità nella condizione di tetto con freno vapore, una sezione totale delle aperture di ventilazione per metro lineare di falda di 10 cmq con un’altezza minima della camera di ventilazione di 6 cm.La norma prevede anche che non si possa andare oltre i 15 ml di falda.

Seconda regola di buona progettazione ed esecuzione del tetto ventilato

Al di là di quello che indicano le norme, possiamo seguire una regola per cui più la falda è lunga e poco pendente, più devo aumentare lo spessore della camera di ventilazione per ridurre gli attriti e diminuire la perdita di carico.

dettaglio tavolato grezzo
Dettaglio del tavolato grezzo e della barriera d´acqua a tre strati.

Infine alcune indicazioni sui dettagli.

Come vengono gestiti gli ingressi e le uscite?

Se da un lato devono essere più aperti possibile per favorire il flusso d’aria, dall’altro devono garantire la tenuta all’acqua ed essere efficaci nel tenere lontano insetti ed uccelli che potrebbero nidificare nell’intercapedine.

Si procede quindi con la posa di una rete parapasseri in prossimità della linea di gronda e con l’utilizzo di un colmo ventilato per la parte di uscita.

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tetti piani case in legno

Tetti piani negli edifici in legno: quanto può rivelarsi una scelta rischiosa?

Alcune settimane fa abbiamo pubblicato degli articoli dedicati alla ventilazione dei tetti in legno per fare una corretta introduzione al tema di cui parleremo in questo articolo.

Si tratta, infatti, di un argomento delicato: i tetti piani. 

Nonostante i tetti piani siano una tipologia di copertura che gli edifici in legno non gradiscono per niente, le richieste per questi tipi di copertura sono sempre più frequenti. E dal momento che le richieste ultimamente contemplano proposte di pacchetti sempre più complessi e articolati, riteniamo che sia utile fare un po’ di chiarezza.  Continua a leggere

tetto ventilato come realizzarlo

Cos’è il tetto ventilato e come realizzarlo correttamente?

Il tetto ventilato è talmente utilizzato in edilizia, da essere considerato oramai l’unica opzione disponibile. Ultimamente sembra che il tetto ventilato venga fatto anche per i tetti piani: quasi un controsenso, si direbbe.

Ma quanto ne sappiamo della ventilazione? Cos’è e in base a quali principi funziona?

Ci sono dei metodi per dimensionarla correttamente?

Nei prossimi due articoli cercheremo di rispondere proprio a queste domande.

Nell’edilizia moderna il tetto in legno inclinato prevede l’introduzione di uno strato di aria al di sotto del manto di copertura al fine di evacuarne parte del calore durante la stagione estiva di maggior irraggiamento.

tetto non isolato
Tetto non isolato con ambiente sottostante aperto. Le pressioni di vapore interno ed esterno si equivalgono e non c´è passaggio attraverso la copertura. Si può inserire una guaina di tenuta all´acqua non traspirante e l´areazione serve esclusivamente a raffreddare il manto di copertura.

Questa, che è la funzione primaria della ventilazione di tetti non isolati, diventa secondaria nei tetti ad alto isolamento.

Nei tetti moderni infatti si utilizza la tecnica dell’involucro traspirante, che prevede che parte dell’umidità presente all’interno dell’abitazione venga smaltita attraverso la migrazione del vapore all’interno del pacchetto di copertura.

In questi termini gli schermi freno e traspirante fungono da regolatori mentre l’aereazione ha la fondamentale funzione di portare all’esterno l’umidità.

tetto isolato traspirante
Tetto isolato traspirante. La pressione di vapore interna è superiore a quella esterna e si attivano i meccanismi di migrazione attraverso il pacchetto di copertura. Il freno vapore regola la quantità di acqua in ingresso, il telo traspirante permette l´uscita del vapore e blocca l’ingresso dell’acqua meteorica. La ventilazione si occupa di evacuare il vapore fuori dal pacchetto.

Ma come fa l’aria all’interno della camera di ventilazione a muoversi?

Essa si muove per convezione termica sfruttando la pendenza della falda.

La camera d’aria ha un ingresso in basso sotto o sopra la linea di gronda e un’uscita in alto sotto il colmo.L’aria all’interno della camera, scaldata dal sole, diventa più leggera ed inizia a muoversi verso l’alto aspirando nuova aria fresca dal basso ed espellendo aria calda e carica di umidità raccolta dal tetto verso l’alto.

Il motore del tetto ventilato è la pendenza. 

Ecco perché non ha molto senso parlare di tetti ventilati piani.

schema di tetto ventilato

Come viene realizzata la camera di ventilazione?

Ci sono molti modi di realizzare la camera di ventilazione ma i più diffusi sono sostanzialmente due:ventilazione sotto coppo o ventilazione in camera sottile.

Ventilazione sottocoppo

Il metodo della ventilazione sottocoppo si utilizza nei casi in cui le falde presentano una pendenza elevata, in quanto problemi legati a pericoli di infiltrazioni e mancato tiraggio dell’areazione sono minori rispetto ai tetti poco inclinati.

Lo schema utilizzato è il seguente:

esempio di ventilazione sottocoppo
Ventilazione sottocoppo: si possono vedere il telo traspirante a protezione dell´isolante, il listello e il controlistello.

Ventilazione in camera sottile

La ventilazione in camera sottile si utilizza invece in tetti a media pendenza.Consiste in un ulteriore strato di tavolato grezzo e di tenuta all’acqua.  Garantisce una camera di ventilazione omogenea e maggiore sicurezza nei confronti delle infiltrazioni d’acqua.

posa dei listelli di areazione
Stesura del listello di aerazione sopra il telo traspirante. Si procede con la stesura di uno strato di tavole grezze e di un ulteriore strato di tenuta all´acqua.
dettaglio tavolato grezzo
Dettaglio del tavolato grezzo e della barriera d´acqua a tre strati.

Nel prossimo articolo vedremo come si calcola l’area di ventilazione e come si eseguono correttamente i dettagli.

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